(Aural Music)Streghe. Preghiere. Inquisizioni. Roghi. Ed ancora: Satana, scomuniche, oscurità, segreti, confessioni, processi, condanne, ovvero la sanguinaria caccia ad al male, esattamente l’essenza della Santa Inquisizione del dodicesimo secolo. In una sola parola? DOOM! I debuttanti francesi Ecclesia (‘Chiesa’) approdano sulla scena e si lanciano su temi super classici, temi che sono stati esplorati dai grandi del genere, Candlemass, Catherdral o Reverend Bizarre in primis. Ma allora, cosa diavolo (appunto…) è “De Ecclesiæ Universalis”? Un altro album doom? Un’altro disco per la caccia alle streghe? Si. Certo. Ma anche no. Assolutamente no. Il doom dei francesi è molto pulsante, riassume molto dei grandi, passando anche per stili riconducibili ai Mercyful Fate, ma l’impostazione musicale degli Ecclesia è dannatamente heavy, catchy e provocante. Le tastiere -gli organi- rendono tutto molto più… ecclesiastico, più divino, più timorato di Dio… mentre le ritmiche mettono in scena un assalto frontale poderoso e travolgente. Si entra nel tempio con “Excommunicamus”, mentre “Vatican III” attacca con energia, emergono gli Iron Maiden… almeno fino alla comparsa organo, il quale accompagna il sound verso un power metal grintoso dominato da un vocalist molto valido, capace di essere -a seconda del momento- metal, rock, epico, liturgico ed anche misteriosamente etereo. Più cadenzata “Ecclesia Sathani”, brano che lascia spazio alla performance acuta del vocalist, oltre che racchiudere tendenze deliziosamente cerimoniali. Non manca l’headbanging con il groove di “Montségur”. Doom con un bellissimo refrain melodic metal su “Behold the Heretic Burning”, canzone che poi espone anche un’ipotesi di growl decisamente ben piazzata ed indovinata. Introspettiva ed oscura “Antichristus”, doom ispirato al grandioso stile italiano con “Deus Vult”. Si discende verso inferi sulfurei con “God’s Trial”, impetuosa e rocambolesca “Burn the Witches”, prima delle campane trionfali affiancate canti gregoriani dell’outro “Ite Missa Est”, un momento spirituale che quasi materializza l’odore dell’incenso. Un doom heavy epico, molto liturgico ed assolutamente coinvolgente. Certo, cose che alcune note bands italiane (Death SS, Abysmal Grief, ecc…) hanno già offerto in passato, ma gli Ecclesia evitano di apparire puramente rituali e dannano le proprie anime nel nome del metal più grintoso, quello che arriva ai confini del power. Anche l’immagine è molto ben curata, considerando le foto promozionali che dipingono i membri vestiti con un saio rosso cremisi, guanti di metallo, spade e misteriose maschere d’oro. Fuoco purificante. L’acciaio delle armi bagnato con l’acqua santa e unto con il sangue delle vittime. L’ira di Dio. Un’armata di inquisitori capaci di dar vita ad un sublime equilibrio tra spiritualità doom e potenza heavy metal, il tutto con pregevoli spunti di musica religiosa, suggerimenti settantiani e divagazioni che non evitano nemmeno il black metal!

(Luca Zakk) Voto: 8/10