(Comatose Music) Quattordici anni di silenzio non hanno recuperato le menti corrotte e ormai perdute degli inglesi Engorgement! Nel 2012 l’album d’esordio “Excruciating Intestinal Lacerations” dichiarava ogni malsana attitudine della brtutal-slam death metal band, già attraverso il titolo. “They Rot Beneath Our Floor” è un grumo di violenza, sangue, urla mostruose, ricoperti da riff massicci, assassini e psicopatici. Tutto viene suonato all’estremo, perfino quando la band marca il passo, rallentando nelle tipiche cadenze slam. L’insieme di chitarre, basso e batteria, formano una coltre destabilizzante e rumorosa. C’è qualcosa di animalesco in ogni tipo di passaggio che gli Engorgement creano nell’album, oppure di semplicemente caotico, senza mai lasciare respiro per via di questi colpi disumani. Anche Stu Hine non ha niente di umano nel suo ‘cantare’, anzi nel suo stare davanti al microfono. Lui poi è anche al basso. Si spoglia infatti di ogni possibile dimensione umana e diventa l’incrocio tra un demone della Goetia e una bestia feroce per quanto riversa nel microfono. “They Rot Beneath Our Floor” è un proverbiale esempio di brutal slam death metal: è vivace nel passare da cose irruente a mostruose, manifesta deformi avanzate attraverso una pesantezza e caos impressionante. Le chitarre costruiscono un rumore complesso, su quale si somma una batteria massacrante oppure nettamente imprevedibile e a opera di Mitch Rider. Gli Engorgement hanno registrato un martirio, privo di finezze e con un istinto liberatorio debordante.
(Alberto Vitale) Voto: 9/10




