(Purity Through Fire) Ruvidi, misantropi e dannati Häxär, chitarra e batteria, e Askahex, voce, basso e violino. Quattro album in sei anni per onorare il black metal, con un atteggiamento un po’ scarno in fondo e fortemente raw, totalmente votato ai principi misantropici, epici e gelidi del genere. “Der schwarzen Flamme Vermächtnis” è un album imponente, fondato su un riffing ipnotico, attraverso elementi che rievocano i primi Immortal e Burzum. Le melodie diventano dei mantra elettrici e freddi che lentamente si spostano verso evoluzioni inattese. Askahex (titolare del progetto Ashtar) è una valchiria del black metal, con uno scream graffiante il quale tiene testa alla furia devastatrice che i pezzi scatenano, sotto le linee guida di un volenteroso e abile Häxär. Chitarra e batteria si intrecciano, arrivano anche ad allinearsi nelle intenzioni, con il basso che sospinge con altrettanta furia. In poco oltre trentacinque minuti, si avverte nei pezzi un aspetto essenziale, con toni decisi e una certa struttura interna. Il retaggio del primordiale black metal è filtrato con una lente di oscurità molto personale. “Der schwarzen Flamme Vermächtnis”, ovvero ‘l’eredità della fiamma nera è, secondo le parole del duo elvetico, «È il nostro giuramento … ai valori forgiati nel fuoco e nel sangue, molto prima che si insinuasse il marciume della modernità. Sfidiamo questo mondo in decadenza, muovendo guerra al progresso vuoto di una società malata. Il mondo moderno è una piaga: possa la natura risorgere e divorare l’umanità. Lascia che la Fiamma Nera consumi ciò che non avrebbe mai dovuto essere». Il black metal vede ancora oggi validi, autentici e autentici sostenitori dalla sua parte. Eterna, brucia la fiamma!

(Alberto Vitale) Voto: 8,5/10