(From The Urn Records) L’arte dei Fangus oscilla tra l’hard & heavy e la psichedelia, come una band che arriva a noi da qualche epoca lontana. I canadesi con l’uso dell’organo a partecipare attivamente alla costruzione dei pezzi e alle melodie insieme alla chitarra, offrono sonorità a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Ne nasce una contaminazione con suoni seventies per melodie arrembanti, in canzoni vivaci e con momenti sospesi tra lisergiche atmosfere definite da rasoiate della chitarra e un organo che si spegne lentamente facendo da sfondo. I brani più ritmati vedono una costituzione essenziale, mentre le parti soliste di organo o chitarra ricamano nuove iniziative e direzioni improvvise. Energico il lavoro della sezione ritmica, con il basso spesso a fare da contrappunto al resto. Coven, Uriah Heep, occult rock e qualcosa della Weast Coast si danno appuntamento in un album energico, con punte d’assalto e dove tutto è un revival.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10