
(AOP Records) Non smettono di sorprendere i bavaresi Firtan che con “Helios” celebrano il quinto capitolo della loro meravigliosa storia (qui, qui, qui e qui le recensioni dei precedenti lavori). Una black metal band con un’interpretazione estremamente personale del genere, un’interpretazione ricca di passaggi acustici, di pesantezze doom, di atmosfere spesso arricchite dal violino (elettrico o acustico, elemento costante in line up, curato da Klara Bachmair, anche voce femminile), ma anche di divagazioni meravigliosamente folk, come sulla favolosa “Shadows of a Dawn Unborn”. Un disco complesso, intenso, ancora una volta con ospiti interessanti che vedono coinvolte le voci di James Dorton (Ne Obliviscaris, Black Crown Initiate) e Christian Strobel (Stigmatized), il sax di Christian Höll (Vinsta) e le tastiere di Markus Stock (Empyrium, Ewigheim, The Vision Bleak). “Kalikas Tongue“ è impattante: la sua brutalità lenta e penetrante viene resa isterica dal favoloso violino. Massiccia e poderosa “Ambrosia”, brano tanto heavy quanto ipnotico; superlativa “Solis Currus”, con i suoi repentini cambi tematici e di tempo. Intense le tastiere su “Ascension”, contorta e decisamente imprevedibile la title track, capace di momenti laceranti alternati a visioni sublimi. Gli arpeggi malinconici di “Revealing Prana” anticipano il brano più lungo dell’album, “The Hierophant Way”, una traccia complessa ma teatrale, tenebrosa ma avvincente, imponderabile ma sempre avvolgente. Musicalmente “Helios” è black, death, doom e folk fusi assieme in una geniale dimensione progressiva estrema. Concettualmente “Helios” richiama il dio del sole, soggetto perfetto per un disco che illumina con la sua oscurità, che irradia un cammino di riaffermazione, di conquista, di ricerca, di consapevolezza, di elevazione, di crescita verso una dimensione migliore dell’io, contrastando la decadenza distratta e catastrofica del mondo moderno. Una chiarezza forgiata attraverso la lotta, tanto che diventa geniale la chiusura con “Man of Iron”, cover dei Bathory, un brano che celebra il diventare più forte, facendosi forgiare dagli ostacoli che la vita ci pone dinnanzi.
(Luca Zakk) Voto: 9/10




