(BLKIIBLK) “Forbidden” è solamente il sesto album della thrash metal band californiana. Attiva dalla metà degli anni ’80 come Forbidden Evil, la band ha subito uno scioglimento a cavallo tra gli anni ’90 e il nuovo secolo, dovuto anche a una crisi d’identità stilistica. La band si riforma, ma nel 2012 ci dà un taglio, ancora una volta. Tra gli esponenti minori del genere, i Forbidden, nel corso della loro carriera, hanno presentato una formazione che negli anni ha accolto anche nomi illustri, come per esempio Gene Hoglan. Craig Locicero alla chitarra e Matt Camacho al basso sono il binomio che a oggi rappresenta lo zoccolo duro e l’anzianità di una formazione con tre elementi arrivati di recente: il batterista Chris Kontos, ex di tante band, come i Testament per esempio, Jeremy Von Epp, chitarrista, e il cantante Norman Skinner. “Forbidden” è il thrash metal nella sua versione più lucidata e curata. I Forbidden non commettono sbavature, con una produzione che lascia emergere tanto le doti dei singoli quanto l’insieme musicale, che suona fluente e pregno di evoluzioni, come il genere richiede. Con undici pezzi di thrash metal dei nostri giorni e una buona sequenza di spunti e variazioni, sia di passo sia nelle repentine trame del riffing, i Forbidden ci mettono del proprio e propongono comunque qualcosa di derivativo dalla tradizione thrash metal. La band giunge così a un ottimo equilibrio stilistico. “Forbidden” è un album concreto, composto tanto da pezzi caratterizzati da un’atmosfera quanto da altri in cui sono l’azione e il dinamismo a rendere la cifra stilistica. Thrash metal, esempi di heavy metal, qualche spazio vocale e melodie a orecchio che sfumano nel power metal sono la conferma del succitato dinamismo stilistico. La prima metà dell’album suona un po’ più classica e forse anche con più riferimenti stilistici ad altre band, mentre la seconda parte ha un tono più personale, con canzoni che presentano sì un’atmosfera, ma anche un umore, un sentimento.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10