(Dusktone) L’epopea medievale dei Gladium Regis presenta il secondo album, un concept nel quale elementi epici si agganciano a temi esoterici, pagani, poetici e con elementi fantasy. “Quest” vede un avanzamento della band verso una sorta di symphonic che in alcune pieghe dell’album rievoca i primi Dimmu Borgir, con però un taglio pagano, folk e mistico insieme. Il suono generale dell’album è compresso, con un bilanciamento del mixaggio che lascia qualche perplessità. Siamo comunque nell’ambito di una produzione che rievoca certe cose degli anni ’90 nell’ambito del black metal, con tastiere e chitarre che creano questa coltre narrativa, il cantato è uno scream e tende anche a variare. Arcanist Augur Svafnir (Draugr e altri) ha inciso con Lupus Nemesis (Atavicus) e contributi di Tamoth (Obscura Nox Hibernis), nonché di Dave “Beggar” Straccione (Shores Of Null) alla voce in tre canzoni. L’atmosfera medievale è ovunque, anche e soprattutto negli intermezzi acustici, curati da Tamoth, eppure non inferiore nel resto delle composizioni di matrice black metal che spingono l’ascoltatore verso un viaggio epico. Melodicamente stimolante e a tratti ispirato, “Quest” soffre però di qualche andatura piatta o monocorde, con qualche composizione senza variazioni di sostanza.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10