copGrift(Nordvis Produktion) Dopo il debutto con l’EP di due anni fa (“Fyra Elegier”) ed uno split recente con i Saiva, arriva l’atteso full length della ormai one man band svedese (in origine erano un duo). Ed il passo avanti già intuito con lo split è ora definitivo, marcato. Assolutamente palese. L’oscure gamma di emozioni che le sei tracce sono in grado di offrire è esaltante ed il sound che ne delinea i confini è curato, intenso, coinvolgente, riesce a mescolare brutalità ed atmosfera, sofferenza e delicata poesia. Il tutto è curato con perfezione, compresa la partecipazione di guests (da band come M:40, Saiva e Stilla) sia alla voce che agli strumenti. Il risultato di questi quaranta minuti è un magnetismo sconvolgente, che trasporta la mente tra scenari oscuri e verdi foreste, tra la sensazione di essere perso nel nulla ed il forte legame con la terra natale, tra domande esistenziali e la cruda e naturale realtà. Non manca la componente folk, mai dominante ma sempre presente ed in grado di accrescere la resa globale -il pathos- dell’opera. “Aftonlandet” offre un trionfo decadente, marcato da un tremolo favoloso e da una parentesi acustica geniale. “Svältorna” è un capolavoro: pulsante come l’energia della terra, solcata da linee vocali sofferte quasi post black, una ritmica irregolare che genera ansia ed amore, con in aggiunta una parentesi acustica che riporta all’essenza folk presente nelle radici dei Grift. Più feroce, all’inizio, “Det Bortvända Ansiktet”, una canzone che si evolve con progressioni a cavallo tra ambient, folk e trionfo dell’oscurità senza dimenticare un assolo di chitarra estremamente caldo, ma fondamentalmente glaciale. Oscura e tribale “Slutet Hav” mentre appare lenta, introspettiva, corale e decisamente pura l’ottima “Undergörare”. La conclusiva “Eremiten Esaias” riporta ad un black più ancestrale, più crudele, con un finale che si affida al suono ipnotico della chitarra lap steel. Grift ha fatto il salto di qualità: un album scritto con emozione, pensato per emozionare; una sublime mescola di direzioni stilistiche, fuse in un unico magma di energia sonora, energia spirituale, energia assoluta.

(Luca Zakk) Voto: 9/10