(Napalm Record) Il dominio non ha fine. Undicesimo album pregno di gloria, di eternità, di eroismo. La musica non cambia, come non cambiò con il precedente “Built To Last” (recensione qui) e nemmeno con gli album precedenti. Hammerfall non è progressione, non è sperimentazione, non è ricerca di un nuovo sound. Hammerfall è gloria. Pura e totale dannata gloria, una spada che gocciola sangue ed un cuore puro pieno di veri sentimenti. Hammerfal, gente del mestiere, da ben oltre venti o venticinque anni dentro il giro: gente che quel mestiere lo sa fare bene, anche troppo… e quando manca un dettaglio, ecco entrare in gioco la collaborazione con il mitico James Michael per le voci ed il leggendario Fredrik Nordström per gli strumenti. Ma se sfogliamo la lista dei guest del settore vocale, ci rendiamo conto del perché i cori siano ancor più tuonanti e penetranti di sempre: lo stesso James Michael, ma anche il fantastico Mats Levén, il signor Fredrik Nordström, l’ormai fedele Samwise Didier (che ha curato anche il tradizionale ma aggressivo artwork)… e poi l’ex chitarrista Stefan Elmgren ed praticamente anche tutta la power metal band svedese Dream Evil! Come detto, innovazione zero… ma qui nessuno vuole saperne di innovazione: non interessa alla band, non interessa ai fans. E non interessa a me: ci sono troppe band in circolazione… ma quello che io voglio è solo un altro album dei maledetti Hammerfall, un album che suoni come devono suonare gli Hammerfall, canzoni che dal vivo suonino come devono suonare gli Hammerfall! Ci sono e ci sono state fin troppe band mitiche che hanno provato con deviazioni varie, magari aumentando la fan base, vendendosi, sfiorando il tradimento… ma questi cavalieri dell’apocalisse, questi spietati marinai alla conquista di nuove terre, questi guerrieri assetati di terra, oro e gloria… questi eroi NON possono tradire, in quanto verrebbe meno la stessa definizione di ‘eroe’ della quale si vantano! Gli Hammerfall sono fedeli al metallo, sono fedeli alla spada, al martello, al trionfo… e questo “Dominion” è un altro album diretto, immediato, fottutamente catchy, schifosamente facile da memorizzare… fedele alla linea, allo stile… una conferma rassicurante che questi paladini sono sempre in prima linea, armati, invincibili, immortali! Subito avvincente “Never Forgive, Never Forget”, immensamente catchy la title track, dotata dei classici riff per l’headbanging e di un ritornello da cantare senza ritegno! Ispirata allo stile dei Judas Priest rivisto in chiave Hammerfall l’ottima “Testify”. Suggestiva superlativamente piena di gloria “One Against the World”, mentre il noto singolo “(We Make) – Sweden Rock” è pura perfezione per quanto riff, melodia, cantato e ritornello. “Second to One” è una delle grandi ballads che caratterizza la discografia della band… in questo caso meravigliosamente riuscita. Tracce di power speed sull’inarrestabile “Scars of a Generation”, ottima performance di Joacim Cans su “Chain of Command”, prima della conclusiva “And Yet I Smile”, canzone in equilibrio tra il drammatico, il nostalgico ed il trionfale… come solo gli Hammerfall sono in grado di fare! In un mondo incerto, con un futuro incerto, le uniche certezze che abbiamo sono tristemente grigie. Il clima va a puttane, vili guerre nel nome del denaro sono all’odine del giorno, le bugie dilagano, la politica fa schifo, la gente è falsa, le relazioni sono virtuali. Ma c’è ancora una verità, un esempio di coerenza, un elegante e rispettabile senso dell’onore: Hammerfall! Mi guardo attorno e vedo che ormai rimangono solo loro! Fedeli e fieri fino alla morte!

(Luca Zakk) Voto: 9/10