(Sorry Mom) Una caratteristica che non manca ai bresciani Helikon è sicuramente l’ambizione: a tre anni di distanza dal precedente EP “Visions Of Dawn”, la formazione lombarda torna con un concept album, ancora una volta ispirato alle opere di Isaac Asimov, solo che ora le cose si fanno più complesse perché, se il precedente EP ruotava attorno alle leggi della robotica, questo nuovo album si focalizza sul Mulo, personaggio iconico, tirannico e fragile allo stesso tempo. Una personalità complessa e multisfaccettata, che richiede un certo sforzo per essere compresa e un ulteriore sforzo per essere musicata. Tale complessità si riflette nel sound, decisamente votato a soluzioni maggiormente prog, anche se permane comunque un certo retaggio thrash che da sempre caratterizza la band. “Vault Of Time” è uno strumentale di breve durata, eppure il senso di allarme e di tensione creato da oscuri presagi è palpabile, mentre “Lose Control” è aggressiva nel riffing, con la voce di Giacomo Merigo quasi in contrapposizione, cioè suadente, un po’ à la Roy Khan quando militava nei Conception. L’apice del disco si raggiunge nell’accoppiata “The Broken Crown”, dove assistiamo al crollo emotivo del Mulo, diviso tra odio e fragilità, ben musicata nelle melodie struggenti e drammatiche che richiamano una versione moderna dei Savatage, e “Throne”, una sorta di reazione di forza che solo in parte riesce a mascherarne la fragilità. Un album complesso, ricco di sfaccettature, eppure potente e diretto, in grado di soddisfare sia gli headbangers sia coloro che apprezzano sonorità più articolate e ricercate.

(Matteo Piotto) Voto: 8/10