(Nuclear Blast Records) “Descent” è il dodicesimo album degli Immolation; fatelo vostro, premete play e sottomettetevi, o stolti! Volendo, la mia recensione dell’ultimo lavoro targato Immolation potrebbe concludersi già così. Tutte le parole del mondo, incluse le note rilasciate dalla casa discografica a corredo del disco, non rendono l’idea della magnificenza e della superiorità schiacciante di una band che, dopo trentasette anni di carriera, non ha sbagliato un solo album, mantenendo un sound riconoscibile dopo un nanosecondo, fedele solamente a sé stesso, senza per questo risultare minimamente ripetitivo. La varietà, infatti, non manca certamente in “Descent”; eppure, che si tratti di sfuriate di violenza inaudita come “Adversary”, di interludi atmosferici e sognanti come “Banished” o di passaggi doom oppressivi e soffocanti presenti in “God’s Last Breath”, il marchio di fabbrica impresso dalla premiata ditta Dolan/Vigna è riconoscibile, unico nel suo genere, inimitabile e inspiegabile con semplici parole umane. “Descent” è il terzo capitolo di una trilogia iniziata nel 2017 con “Atonement” e continuata nel 2022 con “Act Of God” ed è, esattamente come i capitoli che lo precedono, minaccioso, inquietante, mai esageratamente furioso e privo di orpelli tecnici fini a sé stessi, permettendo all’ascoltatore di vivere appieno le atmosfere sulfuree e mortifere create. Concludo esattamente come ho iniziato: fatelo vostro, premete play e sottomettetevi, o stolti!

(Matteo Piotto) Voto: 10/10