(Century Media Records) Siamo alle porte dei trent’anni di carriera per i finlandesi Insomnium, una band che è stata in grado di uscire dagli anni ’90, attraversare i periodi successivi e arrivare fino ad oggi con ancora un forte impulso creativo, dal quale nasce il decimo disco. La line up alla radice è immutata, ma c’è un nuovo chitarrista (che qui sono tre), Tomy Laisto (Hateform, Arc Spectra), che inietta nuova linfa. Ed ecco che “Netherworlds” offre ancora una volta la bellezza fragile contrastata dalla pesantezza sonora, sferzata da riff aggressivi ma anche ricca di armonie, di melodie, mentre imperversa il duello tra le clean vocals e il timbro cavernoso di Niilo Sevänen. La profondità di brani quali “Ethereal Sleep” è immensa, con quell’incedere dominato da una brillante mestizia, da una malinconia che diventa una nuova forma d’arte luminosa… accecante. Le tematiche sono ovviamente in linea con lo stile della band, anche se questa volta non siamo davanti a un concept in senso stretto, e brani quali “The Hour Grows Late”, che vede la partecipazione di Tomi Joutsen, Tomi Koivusaari e Santeri Kallio (tutti dei connazionali Amorphis), e “Arch Of The Sky” sono particolarmente riusciti. Brani quali “Pathways of the Night” o “The Banished”, invece, sono puro death malinconico d’autore, tiro micidiale, parentesi atmosferiche e una potenza di fuoco irresistibile. Tra le chicche, l’opener “The Cold Song”, uno strumentale che è invero una cover d’annata, visto che la versione originale è di Henry Purcell, compositore barocco inglese vissuto nel Seicento (il titolo originale era “What power art thou”, prima di diventare quello usato anche dalla band finlandese. La composizione era un’aria della semi-opera ‘King Arthur’, ndr). Un disco che abbraccia i fan di vecchia data, senza tuttavia allontanarsi dalle impostazioni più recenti, come quelle del bellissimo “Anno 1696” del 2023. Un disco riuscito, ricco di atmosfera, un disco che risulta fresco e con ottime idee, pur rimanendo indiscutibilmente e chiaramente identificabile come un disco degli Insomnium.

(Luca Zakk) Voto: 7,5/10