(Perception – A Division of Reigning Phoenix Music) Tornano in pista gli inossidabili Iron Savior con un album composto esclusivamente da cover. L’idea di riproporre pezzi appartenenti a band con le quali si è cresciuti è ormai una tradizione consolidata anche nel metal: basti pensare ai Metallica di “Garage Days”, o agli Overkill di “Coverkill”, passando per gli Helloween di “Metal Juke Box”, dove artisti di diversa estrazione venivano reinterpretati secondo lo stile di queste band, a volte rispettandone l’essenza originale, altre volte stravolgendo completamente i brani. A pochi mesi di distanza da “Reforged – Machine World”, terzo capitolo di una serie di riregistrazioni di brani risalenti a quando la band era sotto contratto con la Noise, Piet Sielck e soci si presentano con una serie di riproposizioni di brani pop e rock risalenti agli anni ’80, tra i quali “Relax” di Frankie Goes To Hollywood, con quel basso martellante e accattivante, oppure “Fame”, classico immortale di Irene Cara, o “Forever Young” di Alphaville. Meravigliosa “Take On Me” degli A-Ha, fedelissima all’originale, con ovviamente la chitarra distorta che si sostituisce ai synth nell’iconico riff portante. Irresistibile il groove di “When The Rain Begins To Fall”, originariamente di Jermaine Jackson, fratello del ben più famoso Michael, mentre mi ha stupito il pathos di “Against All Odds”, uno dei capolavori assoluti di Phil Collins. Una scaletta da brividi di classici immortali, a dimostrazione che, quando una canzone è davvero bella, lo è a prescindere dal genere suonato. C’è da dire che gli Iron Savior sono riusciti a fare loro i pezzi, rispettandone al contempo lo spirito originario. Un album da ascoltare con leggerezza, cogliendo magari l’occasione di riscoprire le versioni originali.

(Matteo Piotto) Voto: 7/10