
(Inverse Records) Negli ultimi anni, il connubio tra due generi apparentemente distanti come thrash e prog è stato più volte sdoganato; basti pensare ai Dream Theater, i quali si divertono spesso e volentieri a citare in maniera per nulla velata i primi Metallica, con riff che rendono taluni brani decisamente heavy e accattivanti. I finlandesi Krateros hanno invece intrapreso il percorso inverso, partendo da una base che spazia tra il thrash old school di Exodus, Megadeth e Annihilator e influenze più moderne come Machine Head e Trivium, ma filtrando il tutto in ottica progressive, ottenendo un ideale punto d’incontro tra le band sopra citate e i Genesis. Dopo una breve intro strumentale, “Linguicide” si apre con linee melodiche di chitarra prese in prestito dal power, mentre la ritmica tesse riff moderni e nervosi e l’anima prog è presente soprattutto nei pattern irregolari di batteria. Mano a mano che il pezzo si evolve, si fa strada una vena thrashy e aggressiva che esplode definitivamente nella violentissima “The Performer”, sicuramente la song più estrema dell’intero lavoro. Non meno aggressiva, eppure molto più progressiva, è “Uticensis”, guidata da una batteria in grado di rendere il riff portante ora diretto e incisivo, ora contorto e con richiami al djent, mentre la conclusiva “Comatose Waltz” alterna arpeggi che odorano fortemente di Annihilator a passaggi pesanti, dissonanti e moderni. Un mini EP che mette in luce le capacità di una band che, pur essendo al debutto, è in grado di coniugare perfettamente tecnica, modernismo, aggressività e musicalità con la sicurezza dei veterani.
(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10




