(Nuclear Blast Records) Ho sempre avuto un legame speciale con i Kreator; “Coma Of Souls” è stato uno dei primi dischi ad introdurmi al thrash metal, mentre la VHS “Live In East Berlin” l’ho praticamente consumata, sognando di essere un giorno sotto il palco a vedere dal vivo la band di Essen, sogno che si è avverato nel 1997 a Pordenone, per quello che è stato il mio primo concerto in assoluto. Posso quindi affermare che il mio essere fan rasenta in questo caso l’idolatria, portandomi ad amare anche i dischi più controversi, come il coraggioso “Renewal” oppure gli oscuri “Outcast” e “Endorama”. Devo però ammettere che da qualche anno a questa parte la voglia di osare è stata messa un po’ da parte, preferendo puntare più su melodie talvolta sin troppo ammiccanti, adattissime a contesti come i festival estivi nei quali far cantare l’estesa folla sotto il palco, meno adatte a essere ascoltate su disco, dove talvolta risultano stucchevoli. Prendiamo un pezzo come “Satanic Anarchy”, aperto da un riff travolgente e da un cantato rabbioso che gradualmente si stempera nel pre-ritornello per diventare ruffianamente power metal nel ritornello, per non parlare di “Loyal To The Grave”, pezzo anthemico a metà strada tra Iron Maiden e Manowar, di per sé epico e gradevole, ma ben lontano dalla furia a cui siamo abituati ad associare il nome Kreator. Quella furia distribuita a profusione in pezzi come “Seven Serpents”, “Blood Of Our Blood”, “Psychotic Imperator” e “Deathscream”, capaci di riportarci a sonorità thrash old school rilette in chiave moderna. Molto interessante “Tränenpalast”, omaggio a Dario Argento e al suo capolavoro “Suspiria”, per un mid-tempo granitico e con il growl efficace della brava Britta Görtz (Hiraes). Un album che oso definire paraculo, fatto per accontentare sia i fan della prima ora che coloro che hanno scoperto i Kreator con i brani più recenti.

(Matteo Piotto) Voto: 7,5/10