
(Steamhammer / OPEN) Non sono scomparsi i tedeschi Lacrimas Profundere, anche se sono passati ben quattro anni dall’ultimo “How To Shroud Yourself With Night”. E non invecchiano, nonostante siano in circolazione dal 1993, con il chitarrista Oliver Nikolas Schmid come unico superstite della line up originale. Da almeno due album, tuttavia, al microfono c’è Julian Larre, di origine messicana, nato praticamente quando nacque la band, ma capace di spingere il livello dark & gloom al limite, non solo con la voce ma anche con l’atteggiamento e l’aspetto… un talento paragonabile a Ville Valo, con il bonus di riuscire molto bene anche con la voce harsh, creando un mix di black & dark, death & rock… un qualcosa che sembra venga chiamato “Gothcore”. Ma al diavolo le definizioni: “Lay Me Down O Silent Fear” è dannatamente tetro, maledettamente teatrale, incisivo, provocante, sensuale ma pesante, brillante ma malinconico e decadente. Spietata “Days Of Doom”, è puro dark rock “Nevermore”… impossibile resistere… impossibile non cantare quel pungente ritornello. Dark doom teatrale con “Heart I Will Break You Before You Break Me”, bella l’elettronica di “O Silent Fear”, pazzesca e con un suono vasto “Faceless”. Potente (e guardacaso molto HIM) “Arcane Promises”, profonda “Veil XV”, penetrante la conclusiva “At The End Of A Dream Lies The Hope You Once Killed”. Ma allora i Lacrimas Profundere suonano come suonavano gli HIM? No, anche perché la componente POP qui è veramente limitata, quasi casuale. Ma non si può negare che si tratti di una band capace, creativa, poeticamente oscura e con un frontman assolutamente invidiabile! “Lay Me Down O Silent Fear”: dieci tracce, meno di tre quarti d’ora… ma tanta melodia, tanta modernità espressa in forma vintage (o viceversa?). Davvero, il titolo sembra comunicare molto più del suo essere solo un titolo… sembra quasi aleggiare una sensazione profetica con quel “Adagiami, o silenziosa paura”? Sì. Per favore. Adagiami e abbracciami appassionatamente.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




