
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Dopo l’ultimo ottimo album uscito l’anno scorso, i francesi Les Bâtards du Roi si prendono il tempo per un EP, tre brani, un altro tassello della storia che le loro canzoni raccontano, una sorta di concept trasversale che prosegue nelle varie release e che narra le vicende di due fratelli che hanno commesso un regicidio, trascinando il regno in un vortice di rovina e tormento. Inizia quindi un viaggio spirituale, un esilio senza fine attraverso un paesaggio devastato e desolato, un viaggio che continua anche nell’EP, attraverso lande ridotte in cenere, verso un villaggio isolato, lontano da tutto e dimenticato dal mondo, un villaggio legato ancora ad antiche tradizioni e antichi culti, controllato da una congrega di streghe, una delle quali li incanta, li controlla, li seduce e li fa soccombere, trascinandoli dentro un sabba surreale, un sabba che dissolve ogni confine tra terreno e spirituale, tra reale e immaginario. Tra il sacro e il profano. Musicalmente i tre brani coinvolgono: sono atmosferici, melodici, vantano riff graffianti e orchestrazioni suggestive. Tra momenti impetuosi e parentesi acustiche, la coinvolgente e malinconica opener “Ici Meurt ma Joie”. Possente e con un groove pazzesco “Et la Nuit s’éternise”, ricca di un senso trionfale… spesso epico… la terza e conclusiva traccia “Où Pourrit la lumière”. Un EP pungente, un EP che ricorda con impeto e potenza il gusto e la fantasia che questo quartetto della Valle della Loira è in grado di scolpire nell’etere, materializzando brani aggressivi, così seducenti, così maledettamente irresistibili.
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10




