(Subsound Records) Lili Refrain è una artista ammirevole che, tuttavia, non sempre in passato ha infuso una chiara ‘potenza’ nei suoi brani. Al contrario, “Nagalite” impone definitivamente impatto e solidità per le sue strutture musicali. Il brano di apertura “Exuvia”, rievoca scenari antichi e sciamanici, riusultando profondamente evocativo e con qualcosa di Vangelis, per atmosfere e stile. La successiva “Nagal” è puro sciamanesimo ‘refreiniano’, corredato da riti, chitarre, elettronica: è un percorso sonoro che monta in progressione in una danza mentale ipnotica e coinvolgente danza mentale. “Coil” sembra in parte derivare dai Tangerine Dream, ma con una forza e, soprattutto una vastità nei suoni e nelle melodie superiore. Un brano coinvolgente, misterioso ma tale da apparire come un percorso direzionato da questa ritmica quasi tribale. La drammatica “Lithos” è un matrimonio tra sintetizzatori, voce ed effetti, sorretto da un pulsare inquieto e malinconico. “Nagalite” è una mezz’ora cerimoniale ci inoltra verso sfere dimensionali estranee attraverso il tempo. Lili, sacerdotessa contemporanea che crea un’esperienza immersiva.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




