(Vendetta Records) C’è qualcosa di immensamente apocalittico nella musica degli svedesi Lömsk, giunti finalmente al debutto dopo un EP e qualche singolo. Nella loro musica, tanto devastante quanto melodica, si percepisce un senso bellico, un’esaltazione della distruzione del mondo e della vita per mano umana. C’è la sintesi della fine. C’è l’irreversibilità della follia umana. C’è la caduta delle città sotto cieli che si squarciano, dipingendo la sintesi di una Roma che brucia e cade in rovina, tra fiamme che fondono il ferro e una pioggia che si tinge di rosso, il rosso del sangue. Riff maledettamente catchy. Quel tremolo che disegna melodie decadenti, le linee vocali graffianti, tetre, maligne. Musica travolgente e aggressiva che non rinuncia mai a mid tempo penetranti, cosa che emerge forte e chiara fin dalla opener “Fields of Elysium”. La title track non è da meno, anzi: quel tremolo allestisce davvero uno scenario epico, dentro il quale la violenza delle armi diventa un clangore assordante. Drammatica “Requiem of Fire”, imprevedibile e seducente l’oscura ”Entropia”, un brano nel quale la band mette perfettamente in mostra le proprie geniali capacità esecutive e compositive. Contorta “Chimaera”, irresistibile e provocatoriamente glaciale “Stare Into the Void”. C’è immensità nella lunghissima “Furia”, c’è infinita nostalgia nella conclusiva “The Silence Thereafter”. Album che ti cattura. Album che non puoi smettere di ascoltare. Album pregno di tenebre, costellato di violenza, alimentato dall’odio, celebrato da una dimensione musicale magistrale, capace di far convergere l’eccellenza stilistica di act quali Cult of Fire e Mgła, dentro un unico turbinio di assalto sonoro. C’è solo un dettaglio: questi sono in giro solo da quattro anni e sono al debutto sulla lunga distanza… una band da tenere d’occhio! Dopotutto, se hanno girato l’Europa aprendo per i Gorgoroth, un motivo ci deve pur essere! Immensi!
(Luca Zakk) Voto: 9,5/10




