(Arising Empire) Sono di Amburgo i Lost In Hollywood e suonano qualcosa tra il metalcore e l’industrial e l’electro-metal. I loro pezzi sono di fatto ‘cibenetici’, perché c’è questo miscuglio di linee toste di stampo metalcore e con gli intermezzi melodici, raffilati e trattati con l’aggiunta di elettronica che contribuisce sensibilmente all’economia dei pezzi. Gli scatti e cambi repentini, le accelerazioni, vengono infatti pilotati dall’elettronica che entra nei tessuti dei brani e anche nelle ritmiche. Ne nascono situazioni che ricordano passaggi quasi nu metal, pur meno pesanti e ampie partiture melodiche. Queste atmosfere ipermoderne, ampiamente votate a una melodia immediata e di taglio pop all’occorrenza, risultano orecchiabili, facilmente digeribili. Manca qualche canzone distintiva, tutte sono infatti piacevoli e tutte sono parte di un’identità generale che non crea delle specificità. Stilisticamente la band tedesca ha un suo potenziale, però le canzoni dell’album sulal distanza sembrano essere un prodotto in serie. Forse i Lost In Hollywood vogliano adagiarsi in una formula che reputano efficace, sicura, poco dispendiosa.

(Alberto Vitale) Voto: 6/10