(Masked Dead Records / Sulphur Music) Il black metal dei Mek Na Ver è piuttosto particolare. La band italiana con alle spalle solo un altro album, “Heresy” del 2010, vede la presenza di Dipsas Dianara, ovvero Serena ‘Moerke’ Mastracco  degli Opera IX anche ex Riti Occulti e non solo, il chitarrista Thomas A. che è un ex-Aborym, Emanuele Telli alle tastiere è un ex Opera IX e poi Andreas, ex Corpsefucking Art e altri. Fatta eccezione per Emanuele Telli, tutti i musicisti hanno fatto parte dei Vidharr. Mek Na Ver si dimostrano ispirati, con spunti variegati e giocando con un old style proprio vicino a cose degli Opera IX, primi In The Woods e Aborym. In generale la band guarda a quel black-death metal della metà degli anni ’90. L’ascoltatore trova nell’album un filo musicale fluente, portandolo a entrare e uscire da diverse soluzioni sia in fatto di velocità che di atmosfere e di stile. L’album è oscurità e poesia, paganesimo e atmosfere, anche irruenza e fasi introspettive, con tocchi di fino e misurati tra le granitiche manifestazioni black metal.  Dipsas Dianara è voce in scream, growl e non solo, ma anche basso, autrice e disegnatrice della copertina. Chitarra, basso e batteria sono avvolti, sostenuti e in certi casi completati dalle tastiere. I Mek Na Ver sono crepuscolari, esoterici, ancora prossimi a schemi del loro passato artistico, si spera terranno caldo il motore della loro brillante creatività visibilmente fermo da tempo.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10