
(Terratur Possessions) Da Trondheim giungono al loro quarto lavoro. Devoti alle tenebre, al mistero… tanto che poco si sa anche della line-up, tranne il nome del vocalist, tal B. Kråbøl, in forze anche a Diabolus, Mecum Semperterne!, Enevelde e Kråbøl. Ma non è una one-man band: è un gruppo vero, che suona dal vivo (li vedrò al Beyond the Gates 2026, a Bergen)… e il loro stile è originale, non tanto per il black efferato e travolgente, quanto per quel che potrei definire il ‘confezionamento’; “For the Glory of Your Redeemer”, per esempio, conteneva solo tre tracce, superando comunque la mezz’ora di musica, e il successivo “Vessels by Which the Devil Is Made Flesh” seguiva lo stesso schema. Il nuovo disco aggiunge una traccia: sono in totale quattro, superando i quaranta minuti di violenza… con una title track che dura oltre venti minuti, quasi un album dentro l’album, per varietà, progressione, atmosfera e coinvolgimento. “De Pinte”, ovvero ‘i tormentati’: “Unanswered Thrice” è coinvolgente, sa trascinare e non nasconde momenti catchy, ricchi di un senso catastrofico surreale. “Blinded and Revealed” è più incisiva, a tratti dissonante, anch’essa capace di breakdown poderosi, mentre “Kjetterdom” si incammina su sentieri più malsani, lenti e doomy, tortuosi e pregni di malvagia perversione. La title track va oltre ogni schema, troppo lunga per essere descritta, tuttavia perfettamente equilibrata nelle sue evoluzoini e progressioni, capace di passare dall’atmosferico cosmico al melodico, fino al feroce, tra arpeggi e blast beat, tra cambi di tempo e acrobazie tematiche geniali. Drammatici, tetri, malinconici, suggestivi, violenti, passionali, devoti alle arti oscure, quelle vere, quelle pure, lontani dall’apparenza, lontani da qualsivoglia tendenza mediatica. Black metal puro. Black metal pericoloso. Black metal nella sua forma più ancestrale, spontanea, efferata.
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10




