
(Flegma Records) Terzo album per Mocs & Cucs (ovvero Milford Mocs e Gunther Cucs, qui la recensione del secondo), formazione catalana il cui nome in lingua madre significa ‘Muco & Vermi’; come si può intuire dal titolo e, in maniera ancor più esplicita, dalla bellissima copertina, la band è profondamente avversa al cristianesimo, esprimendo tutto ciò attraverso un thrash metal fortemente contaminato dal crossover che di base si muove tra Anthrax e S.O.D., ma arricchito da una marea di influenze che rendono i brani piuttosto bizzarri e accattivanti, nonché suonati con insospettabili capacità tecniche che affiorano di volta in volta. “Profetes D’Israel” è spiazzante, con quel riffing di matrice groove metal che all’improvviso si avvicina al flamenco, prima del finale violentemente thrashy. “Caixa De Records” passa dal thrash a sfuriate death/black con blast beat e growl, fino al metal epico nello spazio di poche battute. E che dire dei passaggi funky accompagnati da un cantato profondo e bizzarro su “Es Crema el Vaticà!!!”? Per non parlare della title track, con una corposa sezione rap. Un discorso a parte lo merita “Em Torco El Cul Amb La Bíblia”, brano di pregevolissimo thrash degno dei migliori Annihilator, ma arricchito da flatulenze e altri rumori da sforzo intestinale, il tutto mentre vengono nominati alcuni profeti biblici, con il rumore dello sciacquone come degna conclusione. Un album che si muove tra ironia e blasfemia dal punto di vista dei testi, mentre dal lato musicale la band fa davvero sul serio, tra trovate geniali e una perizia tecnica non comune.
(Matteo Piotto) Voto: 9/10




