(Nuclear Blast Records) Album intenso e intelligente per i danesi Møl, i quali giungono al terzo full length. Blackgaze, post black e un tocco consistente di modernità, quasi pop: un mix strano, quasi inconcepibile, eppure efficiente e molto potente. Brani laceranti, travolgenti, che parlano di sogni. I sogni aiutano, i sogni ti guidano, i sogni ti motivano… ma l’aspettativa potrebbe accrescere la delusione, la realtà può rovesciare i sogni stessi, rendendoli incubi, rendendoli dannosi. Undici brani energetici pregni di emozioni, undici brani che ormai non sono più canzoni ispirate al lavoro di colleghi noti (come My Bloody Valentine e Smashing Pumpkins), risultando piuttosto personali e stilisticamente identificativi. Brani con momenti molto catchy (come “Garland”), brani farciti di impeto (come “Mimic”): il quintetto scandinavo mescola con maestria cattiveria e melodia, dinamismo e incisività, canalizzando sentimenti vivi in espressioni sonore instabili, pericolose, detonanti. Stupenda “Favour”, intensa “Dissonance”, introspettiva la conclusiva ”CRUSH” (in maiuscolo), complementare della suggestiva opener “DREAM” (sempre in maiuscolo!). Una band in costante crescita, capace di giocare tra i confini di vari generi musicali estremi, dai più classici ai più moderni, quasi creando un conflitto stilistico che diventa a sua volta una nuova forma d’arte. “Dreamcrush” convince, evidenzia una band matura, una band cosciente e capace di scolpire nell’etere brani di alto livello, ovvero diversi potenziali singoli che altro non faranno se non accrescere una meritata visibilità mediatica.

(Luca Zakk) Voto: 8/10