(InsideOut Music / Sony Music) A cinque anni da “Innocence & Danger”, Neal Morse e combriccola (ovvero, oltre a Neal, i signori Mike Portnoy, Eric Gillette, Bill Hubauer e Randy George) tornano con un nuovo monumentale album, “L.I.F.T.”, un concept che narra la storia di un individuo che vuole essere di più, che desidera far parte di qualcosa di troppo grande, fuori dalla sua portata… verso il mondo, un’ipotesi di connessione, la rottura, la sofferenza… il ritorno, una nuova connessione. Nonostante il ritorno di Portnoy ai Dream Theater, questo progetto è riuscito a sfornare un nuovo lavoro, apparentemente concepito proprio nei momenti liberi del batterista. Come al solito il disco era un flusso di idee, poi tutte scartate per dar spazio all’ispirazione del momento, quella in studio… cosa che si sente in maniera travolgente. Tredici brani immensi, tutti connessi ma anche indipendenti, complessi ma fruibili, tecnici ma diretti, fantasiosi, ricchi di spunti, di melodie, di riff, di improvvisazioni superlative. Puro prog. Prog d’autore… anzi di autori… e quali autori! Dietro una copertina di Thomas Ewerhard, “L.I.F.T.” offre tredici brani, settanta minuti di puro e travolgente piacere, musica che illumina il giorno, musica che tuttavia trova la sua dimensione all’imbrunire, verso il crepuscolo, dentro il buio… e in cuffia.

(Luca Zakk) Voto: 10/10