(Metal Blade Records) Dopo due album con la Season Of Mist (QUI e QUI recensiti) i Necrofier si accasano alla Metal Blade per la pubblicazione del terzo album “Transcend into Oblivion”. UN lavoro che ci restituisce una band fermamente invischiata nel proprio blackened death metal d’assalto e con riferimenti nelle trame al black metal dei Watain e dei Dissection e in generale del black metal degli anni ‘90. I Necrofier alternano fasi violente ad altre con trame melodiche messe in primo piano, sorrette da un passo ritmico tarato, modulato e portando le stesse melodie a montare verso un pathos sempre più drammatico, come in un crescendo. Gli statunitensi sono abbastanza abili a creare dei pezzi dinamici con variazioni e in atmosfere oscure, fredde. Da segnalare la valida e convincente prova vocale di Christian ‘Bakka’ Larson (la sua famiglia ha origini norvegesi), anche chitarrista insieme a Semir Özerkan. “Transcend into Oblivion” è suddiviso in dodici pezzi, dei quali “Fires of the Apocalypse, Light My Path” è divisa in tre parti e altrettante lo sono “Servants of Darkness, Guide My Way” e “Horns of Destruction, Lift My Blade”. Il resto è costituito da una intro, un intermezzo e un brano singolo. Un’ora circa di oscurità, tra lampi di epica malvagia e tempeste infernali, le quali emergono da un suonare a tratti anche ruvido ma nella maniera giusta. Infine è bene ricordare che metà della formazione è composta da elementi degli Oceans Of Slumber: proprio Semir Özerkan e il batterista Dobber Beverly, mentre il bassista Mat Aleman vi ha fatto parte in passato.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




