(Avantgarde Music) Il finlandese Vechi Vrăjitor (ovvero Juuso Peltola) è coinvolto in molteplici progetti, anche se probabilmente Old Sorcery è il suo figlio prediletto: una one-man band che all’attivo ha già ben sette dischi in meno di un decennio di attività. Black metal, ovviamente, definito ‘dungeon synth’, anche se le sonorità di scuola Mortiis qui non sono sempre dominanti e a volte sono relegate sullo sfondo: ci sono quelle keys misteriose, ci sono quei passaggi sinfonici, ma la dominante è un irresistibile black metal gelido, cosmico, siderale. Tuttavia l’album sa essere variegato, proprio come dovrebbe essere la colonna sonora di una storia oscura e stregata: “Magick Triumph” offre un lunghissimo intro dungeon synth, prima di sprofondare in abissi brutali, dove la violenza di voce e chitarre viene supportata da un geniale lavoro con il synth; “Barrowgrim Asylum” è black, ma non mancano parentesi teatrali e atmosferiche dalla resa molto cinematografica. “Innigkeit” è atmosfera, è folk: ci sono i suoni del falò, ci sono le chitarre classiche… prima di tornare alla furia di ”The Interior Gates of the True Soul”, un brano che a un certo punto evolve in un synth-folk seducente. “The Pain Threshold” è puro dungeon synth, mentre l’epilogo “Where Sorrow Reigns” torna a un black tanto efferato quanto trionfale e ricco di atmosfera. “The Outsider” – dietro una bellissima copertina dell’eclettico David Thiérrée – è il secondo capitolo di una trilogia fantasy iniziata con “The Escapist”, uscito l’anno scorso in forma indipendente; “The Outsider”, con la sua ora abbondante di durata, è la trasformazione in musica di misteri profondi custoditi da esseri immondi, terre incantate ma infestate da demoni. Un viaggio dentro un mondo tanto fatato quanto inquietante, verso un regno fatto della più tenebrosa magia, in pieno contrasto con un mondo che collassa sotto un firmamento sconvolto dal caos.

(Luca Zakk) Voto: 9/10