(Invictus Productions) Giungono al full length di debutto i cileni Oraculum, a distanza di ben nove anni dall’EP “Always Higher” e preceduto da quel piccolo capolavoro di estremismo sonoro intitolato “Sorcery Of The Damned”, risalente al 2014. Da sempre fedele alla vecchia scuola, la formazione sudamericana riprende il discorso iniziato con i precedenti lavori, proponendoci una commistione tra il death sulfureo e ritualistico di Morbid Angel e Immolation, la furia oscura degli Slayer di “Hell Awaits” e le sonorità taglienti e gelide del death metal europeo, palesi soprattutto nei lancinanti e malinconici assoli di chitarra, collocabili a metà tra la scuola scandinava e quella olandese, grazie anche al cantato, stilisticamente molto vicino agli Asphyx. Non manca la classica ‘garra’ tipica delle formazioni estreme provenienti dall’America Latina, quella ferocia innata che rende letale e furioso un pezzo totalmente senza freni come “Carnage”, mentre pezzi più sulfurei e dilatati, come la conclusiva “Posthumous Exultation”, stendono un’opprimente coltre di inquietudine e angoscia che si contrappone alla perfezione all’aggressività profusa nei momenti più tirati. Nove anni di attesa sembrano molti, ma “Hybris Divina” dimostra che ne è valsa la pena.

(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10