(Iron Bonehead) I Pa Vesh En si avvicinano pericolosamente ad un ideale sonoro perpetrato dalla branca più oscura del black sotterraneo, vale a dire la cacofonia pura. L’ascoltatore infatti resterà di certo spiazzato da quanto indecifrabile sembrerà questa opera ad un primo ascolto… Beh, forse pure a d un secondo e ad un terzo… Ma vi assicuro che qui c’è qualità nera, musica di classe per menti corrotte e avulse alla luce. Il pozzo nero in cui si sprofonda nell’ascoltare questi lamenti è decisamente senza fondo e trovo davvero difficile da capire come non si possa restare ammaliali da questo genere musicale. Il disco di debutto del gruppo potrebbe benissimo essere pure l’ultimo, in esso sono racchiusi i dogmi di un’intenzione musicale ben precisa e delineata, vale a dire dare corpo e forma alle paure più ataviche degli esseri umani. La registrazione? Assurdamente pessima. Il cantato? Sfido chiunque a decifrarlo. Gli strumenti? No, meglio chiamarli ‘sottofondo da baccanale emotivo’. Insomma, il peggio del peggio della pulizia sonora, lo troverete qui. Ma sono sicuro che queste erano esattamente le intenzioni del combo, quindi inutile star qui a disquisire. O vi piacerà alla follia o stenterete a chiamarla ‘musica’. Comunque la pensiate, il gruppo ha raggiunto il suo obiettivo…

(Enrico Burzum Pauletto) Voto: 9/10