
(Blood Blast Distribution) Hanno pubblicato un disco, il terzo, lo scorso gennaio (2025) e ora, tanto per non saltare l’appuntamento e, soprattutto, per scaricare un po’ di rabbia, se ne escono con un EP pregno di senso isterico, ribelle, scatenato… disperato. Il genere? C’è chi lo chiama ‘beatdown hardcore’, ma viene altresì definito deathcore e perfino nu_metal; la verità è che il quartetto svizzero regala brani travolgenti, con linee vocali incazzate e disperate, riff isterici e breakdown laceranti. In questi tredici minuti, la durata dell’EP, sono scatenati, sono furiosi, sono imprevedibili… ed è semplicemente impossibile ascoltare i brani mantenendo una parvenza di calma e tranquillità. Se sei in un mezzo pubblico, con questa musica ti arrestano per atti violenti; se sei alla guida, ti inseguirà anche l’esercito pur di catturarti; e se stai facendo sport, ti accuseranno di doping per i vari record che frantumerai. Dopo un intro deviato, “Whitering Flower” in qualche modo parla d’amore, mentre “Let me Sleep” è tutt’altro che amichevole. Interessanti le linee vocali della furibonda “Instrument Of War”, mentre “Everything Is Fine” congeda con melodie intelligenti, linee vocali moderne e un riff forse troppo curato ed educato rispetto alla furia degli altri brani. Furia. Rabbia. Voglia di rompere le catene, un desiderio liberatorio di distruzione: una distruzione che comunque riesce a guardare a ciò che verrà dopo, non appena inizia la ricostruzione, la rinascita.
(Luca Zakk) Voto: 7,5/10




