(Apollon Records Prog) “Landsbysladder” in norvegese significa ‘pettegolezzi di vilaggio’, e infatti i Panzerpappa danno vita a un favoloso concept album strumentale che ‘parla’ di voci, di relazioni e drammi di paese di provincia,… praticamente una cronaca musicale di drammi minori e maggiori che si svolgono in una comunità molto unita dove tutti conoscono tutti, o almeno credono di conoscersi. Vi suona familiare? È forse così nel vostro paesotto disperso tra le campagne o le valli del nostro paese? Ottavo album in studio, un disco che passa da melodie suggestive a improvvise scariche di intensità, di fantasia e di complessità… quest’ultima evidenziata da repentini cambi di tempo, inaspettati crescendo ritmici, costruzioni armoniche poco abituali, proprio come il gossip… il quale cambia spesso e velocemente sia di direzione che di umore. Ma queste chiacchiere da piazza di paesino vengono da lontano: c’era una “Landsbysladder” nell’album di debutto e pure una “Landsbysladder 3” diversi anni dopo, tanto per mettere in chiaro che le chiacchiere non si erano consumate, anzi. Sublime narrativa musicale, una costante ed inesauribile fonte di emozioni, di stimoli, di sorprese, di colpi di scena. Sette brani incredibili e irresistibili resi ancor più ricchi da validi ospiti impegnati con organetto, flauto, percussioni, clarinetto contra-alto e sintetizzatore. Poche parole, la musica parla a sufficienza, anzi grida, vi grida contro invitandovi a restare, a entrare, a farne parte. Difficile, molto difficile -oltre che pericoloso- riuscire a resistere.
(Luca Zakk) Voto: 9/10