
(SharpTone Records) Eppure il metalcore sembrerebbe ancora una cosa da ‘giovani’… solo che questi Poison the Well debuttarono nel 1999, diavolo, 27 anni fa. Ne è passato di tempo… tanto che la loro carriera è veramente legata al tempo: da quel “The Opposite of December… A Season of Separation” dello scorso millennio fecero seguire altri tre dischi, l’ultimo nel 2009… e poi un lungo silenzio, fino ad oggi. Solo che il metalcore si è evoluto in tutto questo tempo, e si è evoluta anche la band di Miami, la quale offre un disco fresco, tutt’altro che strettamente legato al genere, anzi ricco di divagazioni, intelligenza compositiva, aggressività, melodia e potenza travolgente. Aperture atmosferiche e melodiche, growl che a volte è rap, breakdown letali, cambi di tempo e di ambientazione improvvisi, deliziosamente surreali, come dimostra la breve ma intensa “Weeping Tones”; non mancano anche strizzate d’occhio verso un metal estremo ma progressivo, come evidenzia l’ottima “Bad Bodies”; mi piace l’imprevedibilità di “Melted”, la spinta incalzante di “Thoroughbreds”, l’irruenza di “Wax Mask”. Frustrazione, dolore, delusione: è questa la ricetta che alimenta questi brani, ma senza un eccesso di rabbia; piuttosto con connessione, con i legami, con una visione personale ben definita. Certo, tutti spunti che vengono dai luoghi più oscuri, dagli angoli più reconditi della personalità e che necessitano di uno sfogo per liberare la mente e il cuore, per trovare la forza di andare avanti contro ogni avversità che la vita ci pone dinanzi. Una consapevolezza vasta, la forza di convertire la negatività in sincerità, verso qualcosa di stabile, verso un solido punto di appoggio che noi stessi dobbiamo creare. Un ottimo ritorno: forse si sono messi alla prova, si sono chiesti se potevano farlo ancora… e la risposta è una conferma gigantesca. Lontani dai riflettori, senza troppe pressioni, ispirati e liberi di comporre, ecco che “Peace in Place” suona tanto energetico quanto dannatamente spontaneo. Dicono siano tra le band che hanno definito il genere: ecco, sono tornati per riscrivere le regole. Ancora una volta.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




