(Nuclear Blast Records) Rob Zombie è un personaggio poliedrico: è cantante, musicista, regista cinematografico, produttore e altro ancora. Robert Bartleh Cummings, il suo vero nome, tra White Zombie e come solista, nonché colonne sonore e remix, ha pubblicato tanti album, ma in ognuno rafforza la palese evidenza che lo vede come una sorta di figlio illegittimo di Al Jurgensen. Non risulta difficile pensare ai Ministry quando si ascolta una qualsiasi opera di Rob. Lo stesso dicasi per “The Great Satan” – questo titolo da dove arriva poi se non… – un lavoro piacevole, orecchiabile e con momenti anche affascinanti, come “Unclean Animals”, l’arrembante opener “F.T.W. 84” o “I’m a Rock N Roller” e l’ipnotica “Revolution Motherfuckers”. Però come altri lavori, è indiscutibilmente legato a modelli di riferimento ai quali guarda da tempo il musicista del Massachusetts. Inoltre vige un copia e incolla sistematico di sé stesso nell’aspetto dei pezzi: per esempio la già citata opener si ripete per schema e stile con la successiva “Tarantula”. Se “Heathen Days” ricorda esattamente la band di Chicago conosciuta come Ministry, lo stesso vale per “Punks And Demons” e “The Black Scorpion”, invece “Sir Lord Acid Wolfman” è una versione sbilenca dei Nine Inch Nails. Questa volta l’autore ha smesso con gli esperimenti e tentativi ed è tornato a fare ciò che ha sempre fatto, rielaborare cose non sue. Rob Zombie si è infatti avventurato in più cose, progetti, iniziative – lui è vegano e impegnato nei diritti per gli animali – lo si apprezza dunque per molte cose, musicalmente però sembra essere dipendente anche da quei pochi schemi creati agli albori, quando con i White Zombie aveva in fin dei conti una band vera – la bassista Sean Yseult o il chitarrista J. Yuenger – e non un progetto solista, con il quale ripete “Hellbilly Deluxe”, album dai riff pesanti e i soliti campionamenti da film horror minori, pedinando sempre quei tizi di Chicago. Anche il rendere pacchiano il proprio sound, molto in passato e oggi meno del previsto, è stato un qualcosa che lo ha segnato. Almeno agli occhi di chi scrive che pensa come Rob sia solo un brand.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10