
(Massacre Records) È il secondo album per i tedeschi Roth con il loro dark metal. Un po’ dark metal, un po’ Neue Deutsche Härte… il confine è sottile e c’è sicuramente la strada spianata dai Rammstein per rendere appetibili queste sonorità e queste linee vocali in lingua madre. I Roth debuttarono con “Nachtgebete” nel 2021 e al mastermind Quentin Roth ci sono voluti quasi quattro anni per concepire questo successore: un lavoro che l’artista ha composto interamente da solo, dalla musica ai testi, fino alla produzione e al mix. La voce di M Roth (che è il padre di Quentin!) è potente, è tuonante (impossibile non compararla con la sopracitata, famosa band connazionale) e alimenta questi dodici tetri brani, dove elettronica e riff taglienti si mescolano, con un incedere oscuro ma sempre grintoso e travolgente. È subito violenta “Am Leben”, sia nei riff che nelle linee vocali. Trionfale “Kriegstourist”, enigmatica e imprevedibile “Mein Schwesterlein”, brano con un groove micidiale. Complessa e tagliente “Stirb!”, c’è molto senso goth su “Keine Zeit Für Tränen”; “Novembermord” è ricercata, anche se torna a strizzare l’occhio alla band di Berlino. Heavy, pulsante e rabbiosa “Gruss Aus Der Küche”, imprevedibile il percorso oscuro dell’ottima “In Den Wurzeln Der Eichen”. “Du Blutest Heute Nicht Allein” è pesante, isterica e grintosa, ipnotica “Leiche Im Schrank”, immensa con le sue orchestrazioni la conclusiva title track. Una brillante colonna sonora di un seducente processo di decadenza, il quale prende il controllo delle emozioni, delle sensazioni, delle percezioni, mettendo in evidenza un senso macabro, un alone di mistero e una possente teatralità inquietante.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




