(Reptilian Records) Il trio di Chicago sceglie il rosso come colore dominante per questa copertina, ricavata da una suggestiva foto che ha il compito di introdurre l’ascoltatore alla scoperta di “The Haunted”. I Salvation, dediti al noise-alternative rock, hanno creato un lavoro bilanciato, attraverso uno stile che tocca punte di grunge, punk e blues, con l’aggiunta di qualche momento acustico. Un album dalle strutture semplici, con occasionali aperture cantautoriali e richiami allo stile americano. Dunque, non sono solo i testi o il cantato, comunque un po’ sommesso, ma anche la musica, ora protagonista ora accompagnamento, a determinare il tenore delle canzoni. Una buona registrazione permette di percepire i toni e gli umori, quanto il lavoro dei singoli musicisti con i propri strumenti, che contribuiscono a formare una coesione fluente. I Salvation, con le proprie radici punk, propongono un malloppo di canzoni robuste, come quella che apre l’album, “Quotas”, un misto tra Sonic Youth e Big Black, oppure brani dal tiro di “Depression”. “Already Done”, “Descending Time & Space” e “Devil’s Child” presentano invece luci basse e strumenti acustici. “The Haunted” è un album di tipico indie americano, nel quale chi lo ha concepito si è sentito libero di spaziare con un atteggiamento punk, a volte sovraccaricando i suoni, come in “Blow on a Wednesday”, altre volte vestendoli di sonorità più soffici e melodiche, per dare brio alla musica con sfumature colorate.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10