
(Autoproduzione) Pessimismo, oscurità, un’opprimente, claustrofobica sensazione di tensione… Queste sono le emozioni che trasudano vivide ascoltando “Babel Tower”, full length a opera dei francesi Sickmind. Conosciuta in precedenza con il nome Silicium, la formazione transalpina ci trascina nel suo mondo distopico dominato da devastazioni ambientali, autodistruzione umana e tensioni sociali tendenti alla disintegrazione, il tutto reso ancor più oppressivo dal groove death metal proposto, il quale punta maggiormente sulla pesantezza, utile a rendere ancor più schiacciante il senso di claustrofobia, piuttosto che sulle accelerazioni furiose, che comunque non mancano, con svolte ritmiche a volte inaspettate e bizzarre. Le similitudini con i connazionali Gorod non sono assolutamente casuali, visto che i primi due brani, “While Lights Are Still Shut” e “The Chaos Beneath Our Feet”, vedono come ospiti rispettivamente Nicolas Alberny e Julien ‘Nutz’ Deyres, chitarrista e cantante appunto dei Gorod. “Dark Code” è densa, compatta, con chitarre e sezione ritmica intente a creare un solido wall of sound sul quale si staglia rabbiosa la voce di Arthur Nouhaud. “Dry Earth” annichilisce l’ascoltatore con un senso di catastrofe imminente, con il destino inevitabile di un mondo compromesso, e lo fa riuscendo a far combaciare la musica con quello che il testo vuole comunicare. “New God” è uno dei pezzi più immediati dell’album, grazie al riffing relativamente semplice, eppure dannatamente incisivo e coinvolgente, così come “Shedding Skin”, mentre “Humanless” è, al contrario, più densa, impenetrabile, necessitando di alcuni ascolti in più per essere metabolizzata. La chicca del disco è “Babel Tower”, title track e brano maggiormente progressivo, tecnico ed elaborato, quanto potente, diretto e immediato. Non decolla invece la successiva “Moving Limbs”, fin troppo monolitica e dotata di una potenza fine a se stessa, prima del gradevole strumentale acustico “The Last Wandering”. In un genere ormai codificato come il groove death metal, i Sickmind hanno trovato un loro stile, riconoscibile e personale, con il vantaggio che i margini di crescita sembrano essere ancora ampi. Se continueranno su questa strada, ne vedremo delle belle.
(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10




