(Apocalyptic Witchcraft) La storia dei britannici Suffering inizia tredici anni fa ma solo ora, alla fine del 2025, la band black-doom metal pubblica il suo primo album dopo alcune release minori. “Things Seen But Always Hidden” è un grumo di atmosfere disperate e allucinate, le quali vengono forgiate con spunti black metal e una vasta e solida base doom-death metal. I Suffering sono infine responsabili di un suonare monolitico, oscuro certo, ma di una cospicua pesantezza, avvolta dunque da queste atmosfere fatte di agonia e malessere. Due brani oltre i sette minuti, la conclusiva “Behind The Green Door” di poco meno di dieci muniti, sono i punti più estesi di una serie di pezzi, nei quali per la maggiore vanno tra i tre e i cinque minuti di durata. L’asse sonora tra chitarre e basso formano un muro sonoro poderoso, mentre la batteria è il sottile e giusto accompagnamento a i vari momenti di stile. Poche accelerazioni ma decise e degnamente black metal nella sostanza, mentre le fasi doom con la voce che rappresenta un lamento lancinante dalle modulazioni variabili da parte di Sturmgeist Fornicator Insultus, teatralizzano al meglio questi scenari orripilanti e dannati. Proprio la già citata “Behind The Green Door” rappresenta il doom più arcano e maledetto, in una versione però semplice e basilare, oppure di “Things Seen But Always Hidden”. Invece pezzi come “Apocrypha Through The Keyhole” e “Enthralled” sintetizzano in percorsi di tempo più brevi, la totale e libera forma di stile della band. I Suffering al di là dei generi, sono interessanti per questo suonare tra il rituale e marce possenti sulle quali grava una maledizione senza tempo.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10