(Autoproduzione) Davvero una gran bella botta questo “The Venom Inside”, quarto album dei belgi Temptations For The Weak, formazione che in quindici anni di carriera si è guadagnata una solida reputazione presso il pubblico e gli addetti ai lavori, tanto da avvalersi di una collaborazione importante come quella di Jesse Leach dei Killswitch Engage, presente nel brano “Crossroads”, dove la brutalità delle strofe si stempera nel refrain ultra melodico, ai confini con il pop punk. In questo lavoro, infatti, la formazione proveniente da Antwerp si prende il lusso di flirtare con soluzioni inedite rispetto al passato, pur mantenendo inalterata la brutalità generata dalla loro commistione di thrash e metalcore; “Turned To Stone”, ad esempio, è una semi ballad con tanto di clean guitars e pianoforte, prima del mid tempo corposo all’altezza del ritornello, mentre “Obsession” alterna parti pulite e brutalità in maniera più netta, con linee vocali che mi ricordano i Trivium. Ma inizialmente ho parlato di ‘botta’, per via di una manciata di brani che davvero picchiano duro, a partire dall’opener “Silver Lining”, una legnata senza pietà e senza fronzoli, seguita da “Drowning World”, puro hardcore metallizzato quel che basta per alzare uno spessissimo wall of sound, rinforzato dalla perfetta produzione ad opera di Scott Atkins, già collaboratore di Sylosis, Cradle Of Filth e Machine Head, tra gli altri. Un album che segna un intelligente compromesso tra la voglia di ampliare i propri orizzonti musicali e quella di non scontentare i fan della prima ora, avvezzi maggiormente alle partiture più dirette e incazzate.

(Matteo Piotto) Voto: 7,5/10