(Blues Funeral Recordings) Il viaggio musicale dei Temptress inizia nella città di Dallas nel 2019. Pubblicato un album per la Metal Assault Records, “See” nel 2023, la band ha poi passato molto tempo on the road nel Nord America. “Hear” è il secondo lavoro del trio e denota uno stile libero con elementi ben riconoscibili: grunge, dark, noise, rock-metal. Andi Cuba, batteria e voce, Kelsey Wilson chitarra e voce e Christian Wright, basso e voce, attraverso otto pezzi emettono molteplici stati emotivi in ognuno di essi. L’utilizzo del cantato sia maschile che femminile, contribuisce a creare approcci e toni differenti a seconda dei casi. La chitarra è rocciosa, energica, mentre la batteria avanza a martello. Il basso è invece l’elemento che sa incollarsi alla chitarra oppure staccarsi, producendo linee semplici ma poderose. Le trame di Kelsey Wilson sono articolate, piene di ritmo, con punte lisergiche e oscure che fanno il loro effetto. L’ipnotica, tribale e lisergica apertura con “INTO”, una sorta di introduzione della durata di oltre tre minuti, piomba l’ascoltatore in una foresta disincantata e in piena notte. “Narrows”, la seguente, alza i toni ponendosi come riassunto delle capacità del trio. Doppio cantato, chitarre tra il punk, noise e metal. L’incedere lento ma poderoso. L’ascoltatore a questo punto è ormai una vittima, anche quando la terza composizione in arrivo è “Edge”: ritmata, sottilmente grunge e con un flirt verso il pop. Scorrono poi “These Walls”, “Now or Never” che fa eco ai Sonic Youth di una volta, la mesta, malinconica e agitata “Be Still”, l’ardita “Downfall” che si avvicina al doom e infine “Out of”, elegante ma semplice strumentale. Attraverso un suonare che pesca da più stili, i texani si inventano comunque un qualcosa di personale.

(Alberto Vitale) Voto: 8,5/10