(Autoproduzione) Debutto eponimo per The Shredderz, quintetto proveniente, a loro dire, dal Metaverso, attraverso il quale coinvolgono i fans su decisioni importanti riguardo canzoni, merchandising e tutto ciò che ruota intorno alla band. Musicalmente ci troviamo di fronte ad un metal old style, con forti connotazioni thrash e caratterizzato da grandi assoli di chitarra, grazie anche ad una nutrita schiera di ospiti, tra i quali spiccano Alex Skolnick, George Lynch, Gary Holt e Brandon Ellis, ma anche altri grandi nomi come Dan Lilker e Derrick Green, quest’ultimo impiegato nell’intro parlata “Origins”. “Shredderz” parte con una fulminea serie di assoli ad opera di Skolnick, prima di evolversi tra riff incalzanti e vocals altissime. “The Beast” ha un’andatura più cadenzata e un refrain melodico che si stampa subito in testa, prima dell’accelerazione letale che accompagna l’assolo di Gary Holt. Al di là delle collaborazioni, la band dimostra di saper camminare con le proprie gambe, come dimostrato da “Stonedrider” e “Destiny Calling”, gli unici due brani dove non compare alcun ospite; il primo è una cavalcata thrash che si colloca a metà strada tra Megadeth ed Anthrax ed impreziosita da vocals epiche ed anthemiche, mentre il secondo è forse il pezzo più melodico e catchy dell’intero album, con un assolo funambolico e un refrain da cantare a squarciagola. Ottima la strumentale “You Are The Devil”, impreziosita da armonizzazioni e virtuosismi ad opera di Dave Davidson dei Revocation. Un album tecnicamente mostruoso, fortemente ancorato agli anni ’80 nelle sonorità e forte di un songwriting oltremodo ispirato.

(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10