
(Flowing Downward) È legata alla sottoetichetta di Avantgarde Music questa perla di black atmosferico svedese. One man band che vede come mastermind M. (Aeon Moon, Arboreal Trance, Autumn’s Dawn, Skuggor, nonché live per Austere e Germ), la quale giunge al terzo capitolo: malinconico, oscuro, decadente, deliziosamente freddo. Ritmi lenti, voci strazianti, synth dominante, riff intensi e ripetitivi in forma ipnotica: è questa la dimensione di Tjaktjadálvve, anche in questa breve opera: solo quattro brani, solo mezz’ora di musica coinvolgente. Suggestiva, sognante e remotamente cosmica “The Solitude of Abject Darkness”, suggestiva e incalzante “Norrsken”. C’è una remota tendenza al depressive con “Longing”; si apre la gamma di influenze sulla title track, capace di inglobare nel suo black metal suggerimenti dungeon synth, depressive, epic… il tutto con un costante senso di avvincente trionfo. Una prova breve, ma avvolgente. Solo quattro brani, ma capaci di riempire il tempo. Solo mezz’ora, ma in grado di dilatare la dimensione del tempo in maniera sublime. Chiamatelo depressive, chiamatelo atmospheric… ma questa opera non può non esaltare i sentimenti, non può non toccare gli animi più profondi e sensibili.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




