
(Darkness Shall Rise) Ottavo album. Ottava devastazione. Ottava dimostrazione di genialità creativa, di gusto compositivo, di eccentrica fantasia… tanto che bastano i primi due minuti della opener “Salme II” per farsi annientare da un black micidiale, con spirito black’n’roll… e quella chitarra spagnola che, diavolo, non potrebbe stare da nessun’altra parte! La storia dei Tulus risale alla prima metà degli anni ’90 e si intreccia con i Khold, visto che Sarke (Thomas Berglie) e Blodstrup/Gard (Sverre Stokland) dei Tulus hanno poi fondato i Khold… tornando successivamente a concentrarsi sui Tulus quando i Khold hanno sospeso l’attività nel 2006 (attività poi ripresa: attualmente entrambi i progetti sono attivi). Spingendo oltre il livello raggiunto con “Fandens Kall”, il nuovo “Morbid Desires” vanta uno stile radicale, basato su riff catchy, mid tempo esaltanti, quella vena black’n’roll che non si può non amare, idee melodiche superbe, assoli azzeccati e la voce cupa e roca di Blodstrup. Parlando di assoli, ecco che “Tulus” ne offre uno veramente ben fatto, all’interno di un brano che, in passato, potrebbe essere associato all’ecosistema del thrash metal, quello meno tirato e più profondo e orecchiabile. Headbanging lento e profondo con “Skabb”, mentre il mondo crolla sotto la violenza prepotente di “Kistesmed”, altra canzone che si inerpica su sentieri tetri, dando spazio a un basso granitico, a breakdown micidiali ed evoluzioni melodiche irresistibili. Lacerante “Vanvidd”, è pura esaltazione “Hedengangen”, una traccia che inizia con una certa rabbia in stile Sodom, prima di lasciarsi andare a quel mid tempo ideato e concepito per fare del male. Trascinante e imprevedibile “Fossegrimens Vakt“, con quel favoloso intro di chitarra classica; sognante “Skauånd”; incredibile la conclusiva “Sabbat”, un brano lungo, complesso, stilisticamente molto eclettico, capace di passare da riff granitici alla chitarra classica, strizzando l’occhio al flamenco, allo space rock, al doom, fino a un assolo di armonica a bocca! Un disco irresistibile. Trentasette minuti di musica con una forza tellurica incontrollabile. Trentasette minuti di ottime idee pensate per regalare musica di alto livello, contemporaneamente a botte fisiche di un’intensità impensabile. Black metal, ok, tematiche legate anche al folk, perfetto… ma nel 2026, in questa epoca di miscugli di generi e di stili, in questi anni in cui pare non si possa più inventare nulla di originale, ecco che i Tulus ci regalano “Morbid Desires”, un album che – vedetela un po’ come volete – rappresenta l’essenza del vero e puro heavy metal, qui dannatamente heavy e maledettamente metal!
(Luca Zakk) Voto: 9,5/10




