(Dusktone) Uburen, norvegesi, sono un’espressione del black metal di stampo vichingo. Ottimi musicisti, melodici in tutte le fasi e sfaccettature dei pezzi, la band è una devota e incallita prosecutrice di atmosfere alla Enslaved, Einherjer e cose del genere. Epica guerrafondaia o di conquista, epica di avventura e fierezza. Questo è quanto si respira in “Dødsdans I Aske”, album che assesta colpi, trita riff, comunica di epoche fredde, valorose e avvolte nel mito. Questo è il quinto album della band e si palesa con una buona sequela di pezzi, tutti strutturati e con diversi cambi di passo attraverso riff e ritmi; lo stesso avviene per le melodie. Il tutto è ben registrato, ma senza quella patina di perfezione. Gli Uburen sono tignosi, decisi, scelgono a più riprese di sparare forte, andarci con decisione, ma il loro suonare è comunque un fluire tra parti armonizzate, evolute. Forse c’è troppa frammentazione all’interno degli stessi pezzi, quasi a scegliere una linea melodica principale e poi declinarla a più riprese. Questo però è un dettaglio, piacevole o meno; pur tuttavia, è la prova di come la band riesca a scaldarsi di continuo e restituire così un’energia strutturale e melodica in divenire.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10