(ATMF – Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum) Giungono finalmente al debutto gli italiani Unviâr, progetto nato in Friuli-Venezia Giulia e profondamente fedele all’essenza del black metal, a quel legame viscerale che unisce il genere alla terra natia, al territorio e alle sue tradizioni. Se musicalmente siamo davanti a un black molto melodico di matrice scandinava, la componente linguistica è in friulano: i testi dei brani, il titolo dell’album che significa ‘Disgelo’ e il moniker che significa ‘Inverno’ formano un insieme coerente, mantenendo saldo quel legame con la propria terra, cosa che il vero black metal dovrebbe perpetuare, custodire, celebrare e forse rivendicare. Riff travolgenti, una sezione ritmica impetuosa, il tremolo delle chitarre che disegna atmosfere grandiose: l’opener “Nevere” mette subito in evidenza queste caratteristiche, aprendo anche una parentesi di assolo malinconico prima di una ripresa tanto scatenata quanto meravigliosamente epica. Interessanti le variazioni sul tema della bellissima “Corints”; ci sono spunti prog che ampliano l’orizzonte emotivo sulla title track, appare tumultuosa “Ritîr”, intensa e suggestiva, anche grazie al violoncello, la conclusiva “Sul Ôr”. Dietro una bellissima copertina di Paolo Girardi (Inquisition, Manilla Road, Forgotten Tomb e tanti altri), “Disglaç” con le sue imponenti tracce esprime tanta tradizione, rivelandosi un’opera personale fortemente legata al territorio e a una forte relazione tra uomo e natura, cosa che in luoghi lontani dalla frenesia delle grandi città è più forte, più chiara, più palpabile. Più reale. Black ricco di sublime musicalità, black lontano da qualsivoglia evoluzione moderna, lontano dai trend. Black intimo. Black incredibilmente puro.

(Luca Zakk) Voto: 8,5/10