(Heavy Psych Sounds) Suona come un’esplosione in una profondità non ben definita questo nuovo album dei Witchthroat Serpent. Un sound un po’ ruvido, volutamente tale, l’elettronica e l’effettistica che alterano i suoni, la batteria che suona possente e autentica, senza alterazioni digitali. Del resto, la band di Tolosa ha registrato in analogico presso il Kerwax Studio di Christophe Chavanon, un luogo con magnetofoni e materiali di decenni e decenni fa. “Demons Left To Roam” è un album che carica il suono, lo rende pesante, con le chitarre che dilatano i loro accordi, così come il basso che, a ogni vibrare delle corde, si avverte come un’onda nera che si espande. Vige in questo doom con riflessi stoner un’atmosfera leggermente claustrofobica, che diventa anche un po’ sinistra, considerando anche la voce di Fredrik Bolzann, che è quasi un lamentarsi rabbioso e così ci mette del suo per rendere il tutto ‘maledetto’. L’effettistica, infine, conferisce personalità al tutto, aiutando a creare una matrice sonora ben riconoscibile nell’arco dell’ascolto di “Demons Left To Roam”. Il ritmo, l’andatura sono preferibilmente bassi, ovviamente marcati, con la grancassa che pulsa come un cuore che irrora il tutto di frequenze gravi e oscure. I Witchthroat Serpent faranno lavorare gli impianti di ascolto di ognuno di voi attraverso questa scarica di tuoni che si scatena a più livelli.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




