(Metal Blade Records) Ancora un colpo nel segno del punk-crust per la band svedese Wolfbrigade, ormai in giro da almeno tre decenni. Con “Howl from Underground”, gli svedesi si presentano in forma smagliante. I pezzi sono ben costruiti e arrangiati, con un moto arrembante per buona parte di loro e qualche melodia che prende subito l’ascoltatore. Al contempo, le chitarre ruggiscono e la sezione ritmica lavora di continuo. La voce, arsa e usurata, infonde parole di fuoco e realismo nelle canzoni. “Howl from Underground” non ci consegna una band nuova, bensì una formazione che tuttavia sembra suonare meglio rispetto al passato. Si ode che c’è più attenzione, più strutture e una ricerca dell’atmosfera nelle canzoni. Molte di queste hanno un’aura di melodie che si dilatano e così ognuna ha più o meno un proprio tono e un suo preciso spazio di emozione. Trentadue minuti circa di assalti, invettive, riff secchi e diretti, ritmi forsennati e un orizzonte che sembra continuamente aprirsi di fronte a tanta veemenza, controllata però da parte dei Wolfbrigade.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10