(Long Branch Records/SPV) Sono di Dresda e sono in giro da dieci anni, con una formazione stabile da moltissimo tempo, capitanata dall’esplosiva frontwoman Francis Tobolsky. Quarto album, un lavoro che prende quello che hanno proposto in passato, ovvero un personalissimo heavy rock, qui intensificato nella sua componente prog e anni ’70, senza dimenticare troppo il metal, senza dimenticare il rock nazionale, pretendendo -con ragione- di potersi permettere variazioni sul tema efficaci, a tratti geniali, coinvolgenti… come evidenzia un pezzo come la title track, tanto ispirata e suggestiva quanto musicalmente arricchita come d’abitudine dagli strumenti a fiato, flauto in primis, cosa che notoriamente avvicina i Wucan a realtà quali i Jethro Tull. La voce di Francis è un portento, potrebbe cantare qualsiasi genere e, in questo contesto, riesce ad intensificare un’anima soul ma anche una tendenza occulta, perfetta per questo rock non moderno, anche se nemmeno palesemente vintage. Tanto folk e tanto anni ’70 sulla rocambolesca opener “Spectres Of Fear”, rock pulsante con “Irons in the Fire”, trascinante e quasi dance la bellissima ”Wicked, Sick and Twisted”. Ipnotica e ossessiva “KTNSAX”, pulsa un’anima blues in ”Holz auf Holz”, linee vocali superlative su “Pipe Dreams”, coinvolgente la conclusiva “Fountain Of Youth”. Ritmi potenti, suggestivi, pulsanti; linee di basso calde, capaci di costruire uno scenario brillante per chitarre, fiati, tastiere e ovviamente la grandiosa voce di Francis. Un album ispirato, sincero, grintoso… semplicemente irresistibile!

(Luca Zakk) Voto: 8/10