(Neon Nile Records) Nati a Brema sei anni fa, trasferitisi poi a Berlino, i Zanjeer sono una rispettabile band hardcore punk con derivazioni crust. Le distorsioni delle chitarre sono carta vetrata che strofina sul metallo. Dozakhi canta in urdu, una lingua diffusa in Pakisatan e India, e urla manifesti antiamericani, antimperialisti, in favore delle comunità emarginate nel mondo, lanciando parole contro il sangue fatto scorrere dall’estremismo islamico, non da meno dal colonialismo. La stessa copertina di questo debut album è ispirata alla rivolta indiana contro gli inglesi nel 1857. La canzone inclusa nell’album con titolo “Anti-Deutsch” è in realtà “Reagan Youth” proprio dei Reagan Youth, il cui testo però è stato modificato per criticare al movimento punk tedesco. Sorvoliamo però sugli argomenti in tal proposito, altrimenti non termineremmo mai. Politicizzati dunque, rabbiosi ed efficaci nel loro suonare. Questo è il focus, l’elemento che da raccontare sul debut album, fatto con un suono corrosivo, batteria che spacca ogni cosa e un’ottima simbiosi tra le strofe del cantato e i sussulti sprigionati da queste saette hardcore con derive crust e D-beat.
(Alberto Vitale) Voto: 7/10




