(House Of Mythology) Più che un nuovo album, “Ferrum Sidereum” sembra essere, ancora una volta, un ragionamento musicale da parte dei Zu. Il trio formato da Massimo Pupillo alle corde, basso e chitarre, Luca T. Mal. Al sassofono, sintetizzatori e tasti vari, infine Paolo Mongardi, batterista, percussioni e sintetizzatori, sviluppa un percorso a tappe nel quale gli elementi più cari, come il jazz, punk, prog veicolato tra rock e sporadici elementi metal e industrial, assumono un’identità definitiva. Sperimentatori e inclini a osare, i Zu con “Ferrum Sidereum”, ovvero ‘ferro delle (o dalle) stelle’, fanno riferimento al minerale meteorico, il quale nell’antichità aveva un suo significato spirituale. Gli egiziani ad esempio creavano manufatti per celebrare rituali, ma non erano i soli. Il ferro proveniente dalle stelle insomma è il verbo concettuale dietro questa cavalcata strumentale che si dipana attraverso i pezzi dell’album. Il ritmo è l’elemento di peso tra percussioni, ritmi artificiali e la canonica batteria, contemporaneamente l’elettronica si dilata ovunque e l’universo spirituale si manifesta con chitarra e basso che spesso aggiungono materia sonora di buona fattura. Album dinamico “Ferrum Sidereum”, si stende tra scansioni temporali, fasi maligne o semplicemente emotive e magari anche spirituali, senza mai frenare.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




