Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.

EDGUY – “Age of the Joker”

Nuclear Blast-Audioglobe) Ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi di “Savage Poetry”! Oggi gli Edguy di Tobias Sammet sono al nono album in studio, e il vulcanico singer sembra essere tornato ad occuparsi della sua (altro…)

Di |2019-09-10T16:12:25+02:0031 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, E|Tag: |

SABATON – “World War Live. Battle of the Baltic Sea”

(Nuclear Blast-Audioglobe) Strana parabola, quella degli svedesi Sabaton: il successo è arrivato relativamente tardi, con quel magnifico “Art of War” che è forse il miglior disco power del 2008, ma la consacrazione internazionale, con annesso passaggio alla Nuclear Blast, questi ragazzi l’hanno avuto con il loro prodotto più debole, “Coat of Arms”, uscito l’anno scorso. Reduce da un anno e più di tour mondiale, la band consegue ora l’importante risultato del disco live, dove dispiega tutta la potenza del proprio metal boombastico e guerresco. Qui ci occupiamo soltanto del primo cd del package, l’unico messo a disposizione dei recensori, e che riproduce il concerto tenuto nientemeno che su una nave da crociera in viaggio fra la Svezia e la Finlandia (!) nel Dicembre dello scorso anno. Per chi sia interessato, i nostri ripeteranno l’esperienza quest’anno nello stesso periodo… Fin da “Ghost Division” i Sabaton si mostrano precisi e carismatici nell’esecuzione: forse perdono un po’ troppo tempo in chiacchiere, ma i dodici brani in scaletta (più intro, outro e un medley conclusivo) nascono per l’esecuzione dal vivo e difficilmente potevano quindi deludere i fans. Funzionano bene tutti i pezzi di “Coat of Arms”, nello specifico “Uprising”, “Acies in Exhile” (forse il meglio riuscito) e “White Death”. Highlight dello show è naturalmente “Cliffs of Gallipoli”, che il pubblico canta a memoria: sull’ultima strofa Brodén però osa troppo per la propria voce baritonale. Altri momenti di grande coinvolgimento sono “40:1” e la vecchia “Attero Dominatus”. Nel gran finale, da cardiopalma “Primo Victoria”. Una band simpatica, che merita finalmente la gloria dopo anni di gavetta.

(Renato de Filippis) Voto: 7,5/10

Di |2012-10-10T07:28:40+02:0029 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

ATTICK DEMONS – “Atlantis”

(Pure Steel-Audioglobe) Quando ho letto nel package promozionale che il singer di questa band portoghese, gli Attick Demons, era il “figlio smarrito” di Bruce Dickinson, ho pensato alla solita esagerazione pubblicitaria: poi è iniziata “Back in Time” e ho dovuto immediatamente ricredermi. Il cantato di Artur Almeida rappresenta una copia ESATTA dello stile e della timbrica del mitologico cantante, e la sua band, qui all’esordio dopo 15 anni di underground, ha tutte le carte in regola per entrare stabilmente nei cuori di coloro che (come me…) i Maiden proprio non li sopportano più. Ma parlavamo dell’opener: un brano non indicativo per il resto del disco, dato che suona molto più US metal che NWOBHM come faranno i successivi. La titletrack ospita nientemeno che Ross the Boss e, guarda caso, Paul Di’Anno: l’effetto stranissimo è quello di sentir duettare i due cantanti storici della Vergine di Ferro! “City of golden Gates” sarebbe stata abbastanza bene su “Somewhere in Time”; ottimamente costruita “Riding the Storm”, anche se si percepisce che nell’album manca il cosiddetto ‘killer refrain’. In “Sacrifice”, datemi pure dell’eretico, sento il respiro dell’irripetibile “Alexander the Great”, mentre “Meeting the Queen” è una ballatona arrembante con ospite una voce femminile. Si conclude con l’energica “Listen to the Fool”. Un outsider vincente, una bella proposta grintosa e alternativa ai soliti nomi.

(Renato de Filippis) Voto: 8/10

Di |2012-10-10T07:29:12+02:0029 Agosto 2011|Categorie: A, ALBUM|Tag: |

EPYSODE – “Obsessions”

(AFM-Audioglobe) Il progetto Epysode nasce dalla mente di
Samuel Arkan, chitarrista dei Virus IV, che sotto l’egida di Tommy Hansen e con
l’aiuto di due membri dei Pain of Salvation costruisce un album prog metal
niente male. Come spesso accade in questi album, le tracce sono collegate da un
complicato concept, a metà fra il poliziesco e il soprannaturale, che sa tanto
di CSI. Il disco inizia su toni lenti e con gran abbondanza di pianoforte, con
due intro l’una successiva all’altra: la seconda sfocia in “First Blood”, pezzo
intricato come il prog comanda ma non per questo privo di melodia, dove
funziona l’alternanza fra voce maschile e femminile (in tutto cinque i singer
coinvolti, fra i quali Rick Altzi degli At Vance). Un pregio del disco è
sicuramente quello di non addormentarci con una suite di 35 minuti: la durata
media dei brani è contenuta e questo rende l’ascolto più immediato. Il guitar
working di “Invisible Nations” è molto pieno e ben fatto: ne risulta un brano
incalzante, fra i migliori del disco. Piuttosto scialbo invece l’intermezzo
pianistico di “Gemini Syndrom”. Conquista anche “The other Side”, brano
immediato che però non si risparmia banali melodie orientali. Più oscura
“Divine Ghosts”, mentre il gran finale è affidato all’ubriacante “March of the
Ghosts”. Per i fan di Symphony X e Ayreon.
(Renato de Filippis) Voto: 7/10

Di |2011-08-29T05:54:35+02:0026 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, E|Tag: |

WOLFPAKK – “s/t”

(AFM Records-Audioglobe) Dopo la Metal Opera, ecco la Hard Rock Opera! Wolfpakk è il nome del nuovo progetto messo in piedi da Michael Voss e Mark Sweeney, rispettivamente cantante dei (altro…)

Di |2017-07-18T14:34:31+02:0026 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, W|Tag: |

SVARTSOT – “Maledictus Eris”

(Napalm-Audioglobe) Per il proprio terzo album, i danesi Svartsot scelgono un tema storico e ci narrano l’irrompere della peste nera nella loro nazione a metà del ‘300. Ma stavolta il risultato non è per niente significativo: saranno (altro…)

Di |2014-09-25T09:53:40+02:0020 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

CONSFEARACY – “S/T”

(Massacre-Audioglobe) I Consfearacy nascono per iniziativa di Brian O’Connor e Ira Black, entrambi un tempo in forza ai Vicious Rumors; la band è completata con innesti provenienti dalla scena tedesca. Il genere suonato – c’era da aspettarselo – è un power/thrash serratissimo ma poco ispirato: i dieci brani in scaletta si inseriscono senza colpo ferire nella media delle produzioni analoghe, e presentano quasi tutti soluzioni stra-abusate. Così, dell’iniziale “Pain Infrantry” colpisce più che altro la furia canora di O’Connor, mentre “Fall from Grace” non è distante dagli esiti più commerciali del metal americano odierno. Buono il lavoro delle chitarre in “World Domination”, ma “Dying to kill” e “Forever falling” sono davvero sentite e risentite mille volte! La potenza cieca di “Unbreakble” e gli scampoli di melodia di “Your Dead to me” chiudono un disco nato vecchio e con poche armi per affermarsi sul mercato.

(Renato de Filippis) Voto: 5,5/10

Di |2011-09-28T13:09:13+02:0020 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, C|Tag: |

SKALMÖLD – “Baldur”

(Napalm-Audioglobe) Band di nuova formazione proveniente dall’Islanda, e composta tutta da esordienti che in precedenza si dedicavano ad altri generi, gli Skalmöld riscuotono un grande (altro…)

Di |2016-08-26T16:27:22+02:0020 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

FUROR GALLICO – “S/T”

(Massacre-Audioglobe) I lombardi Furor Gallico, formazione davvero meritevole dell’underground norditaliano, hanno trovato nella Massacre Records l’etichetta disponibile a distribuire su scala (altro…)

Di |2024-03-23T09:43:04+01:0020 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, F|Tag: |

THE LIVING FIELDS – “Running Out the Daylight”

(Candlelight Records) La Candlelight pesca di nuovo dagli Stati Uniti per arricchire il proprio roster, con il second album dei Thee Living Fields. La band di Chicago è l’espressione di un doom dai tratti emotivi e variegati, creati con influenze epic, progressive, avant-garde e heavy metal. Un sound variopinto, poco funereo ma tanto “loquace”. Un lavoro che al primo ascolto rischia di disorientare l’ascoltatore, ma che reiterando la scaletta di otto pezzi pian piano si metabolizza. Del resto i The Living Fields propongono brani di una certa durata (alcuni da 9’, mentre la title track supera i 17’), i quali hanno bisogno di un legittimo tempo di assestamento nella mente. “Running Out the Daylight” è stato anche concepito con parti acustiche, cori, l’uso di strumenti come il pianoforte o i timpani: il tutto serve a proporre scorci inaspettati che non appesantiscono il songwriting, evitandolo di renderlo cervellotico. Un lavoro piacevole, soprattutto nei richiami a certi canoni del metal classico.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10

Di |2012-10-10T07:39:02+02:0019 Agosto 2011|Categorie: ALBUM, T|Tag: |
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